Quando rivolgersi ad un Ottico e quando ad un Oculista .. capiamo bene le differenze!

Aggiornato il: set 28

L’argomento qui trattato ha lo scopo di fare chiarezza per ciò che riguarda la salute dei vostri occhi.

👉🏻 Che cosa fare quando si presenta un disagio oculare, un arrossamento, una diminuzione visiva, un affaticamento visivo, o l’improvvisa perdita della vista ?


👉🏻 A chi dobbiamo rivolgerci per risolvere al meglio il nostro problema?


I soggetti a cui la gente si rivolge sono gli oculisti, gli ottici , i farmacisti, il medico generico, ed il pediatra, e quindi, dovete essere informati su quelle che sono le relative competenze di ciascuno:


L’oculista è un medico che ha le stesse competenze del vostro medico generico, ed in più, ha una specializzazione in oculistica e chirurgia oculistica.


Le mansioni dell’ottico sono quelle di montare le lenti sulle montature, di vendere occhiali e lenti a contatto, ed eseguire le misurazioni della vista. Quindi non essendo un medico non può diagnosticare eventuali patologie oculari.


Certi ottici, nonché certi farmacisti, si sono attrezzati per misurare la pressione oculare con il tonometro a soffio, che non è uno strumento affidabile, perché non prende in considerazione gli spessori corneali, e quindi, in base ai dati che forniscono questi apparecchi, si azzardano a dare consigli, non sapendo inoltre che la pressione oculare elevata è solo uno dei fattori che può portare a cecità, perché intervengono altri fattori come la pressione sanguigna, le cardiopatie, le carenze di ferro dei globuli rossi, il diabete, l’ipercolesterolemia, le ipertrigliceridemie, le bronchiti croniche, il fumo ecc. ecc.


La pressione oculare varia durante il giorno e può alzarsi ancora di più di notte, quindi l’ottico, deve astenersi dal fare una diagnosi, proprio perché intervengono problematiche che non fanno parte delle sue conoscenze e non sa quindi che esistono i glaucomi a bassa pressione e a pressione normale.


Giocare sull’ignoranza delle persone che entrano in un negozio di ottica per farsi “visitare” è purtroppo ormai una consuetudine.


A volte l’oculista diagnostica una malattia oculare come il glaucoma. Talvolta succede che i pazienti si lamentano del fatto che l’ottico non l’avesse scoperto, in occasione di una “misurazione della vista”.


👉🏻 La colpa è anche del paziente.

L’ottico-optometrista ed il farmacista, con le loro affermazioni ed il loro atteggiamento da medico, quando non lo sono, indossando un camice bianco, traggono in inganno il paziente che quindi ha creduto di essere di fronte ad un medico che gli ha parlato di una patologia oculare come il glaucoma e lo ha rassicurato sul fatto che la sua pressione era normale, non sapendo però che il glaucoma è una malattia multifattoriale.


Gli ottici parlano di visita ai loro clienti che entrano in negozio, ma, visita, è un termine esclusivamente medico, e quindi le persone vengono tratte in inganno perché l’ottico o l’optometrista non ha alcuna idea di come sia fatto un occhio, e quindi l’uso di questo termine dovrebbe essere perseguito penalmente per abuso della professione medica.


Un ottico può solo cambiarvi le lenti su indicazione della ricetta compilata da un oculista, ma non può capire quale è la ragione di questi cambiamenti, perché la comprensione delle cause implica la conoscenza non solo dell’occhio ma della medicina generale.

Molte problematiche oculari sono provocate da patologie come l’ipertensione, il diabete, l’ipercolesterolemia, l’ipertrigliceridemia, l’assunzione di farmaci e patologie di carattere generale come gastriti, coliti, che solo un medico oculista attento è in grado di mettere in evidenza.


L’unico esame serio per diagnosticare un difetto visivo con precisione si ottiene dopo aver instillato un collirio a base di ciclopentolato che fornisce dati oggettivi dopo esser stato instillato negli occhi.


L’ottico non essendo un medico non può utilizzare il collirio di cui sopra perché la legge glielo vieta.

L’occhiale quindi deve essere anche ergonomico e cioè consentire non solo la miglior visione possibile, ma anche dopo ore di guida notturna o uso prolungato del pc, non devono insorgere sintomi come stanchezza, affaticamento, arrossamento oculare e lacrimazione.



Speriamo di aver fatto un po’ di chiarezza ..


Centro Medico You


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