Tutto ciò che c’è da sapere sull’alluce valgo

Aggiornato il: 13 nov 2020

Abbiamo intervistato la Dottoressa Marika Manera, specializzata in Podologia e Podoiatria. La Dottoressa ha risposto alle domande che ci vengono fatte più spesso sulla problematica dell’Alluce Valgo;


1. Che cos’è l’alluce valgo?

L’alluce valgo è una deformazione del primo dito del piede, che appare deviato lateralmente verso le altre dita, con contemporanea sporgenza mediale del primo osso metatarsale, spesso associata ad esostosi, la prominenza ossea che va in conflitto con la calzatura e causa dolore.

Questa deformità ossea è abbinata ad una progressiva infiammazione e degenerazione dei tessuti molli circostanti che talvolta può generare una borsite acuta, in grado di indurre un’ulcerazione locale e di causare infezioni.

Con il tempo le parti molli, come muscoli, tendini e legamenti, si adattano progressivamente a questa situazione favorendo il mantenimento e il peggioramento della deformità. Tra i fattori di rischio dello sviluppo di questa deformità non vi è solo l’uso di calzature improprie, ma più frequentemente, invece, è correlato ad altre patologie o deformità del piede quali sindrome pronatoria (piede piatto pronato), deficit neurologici periferici, malattie sistemiche (artrite reumatoide).


2. Che problematiche porta al piede e/o alla postura?

L’alterazione della normale deambulazione a causa del dolore provocato dall’alluce valgo può portare una serie di compensi a livello di tutto l’arto inferiore e della colonna vertebrale. Si assume una deambulazione antalgica (per evitare di provare dolore) per questo facilmente si sovraccaricano altre zone del piede stesso, come il 2° e 3° osso metatarsale che inducono un appoggio non corretto e conseguenti dolori anche della parte superiore del corpo.


3. Quali i sintomi più frequenti per chi soffre di alluce valgo?

Il sintomo più frequente e precoce è l’infiammazione della borsa sierosa, la struttura che si trova in tutte le sedi sottoposte ad attrito per presenza di sporgenze ossee. Si manifesta clinicamente con dolore, bruciore urente; visivamente con gonfiore e arrossamento della parte; molto spesso nella borsa infiammata si raccoglie liquido sieroso che può infettarsi e complicare il quadro clinico. Questi disturbi sono accentuati qualora si utilizzino calzature inadeguate, strette o eccessivamente rigide. Nei pazienti con alluce valgo il movimento dell’articolazione avviene su piani diversi da quelli normali. Di conseguenza, i pazienti riferiscono dolore, generalmente preceduto da callosità, al centro dell’avampiede, in corrispondenza delle teste metatarsali laterali. Si tratta di un dolore causato da un eccessivo carico meccanico dovuto alla insufficienza funzionale dell’alluce.


4. Esiste una fascia d’età più colpita? Si può esserne predisposti geneticamente?

L’alluce valgo è una delle patologie più diffuse a carico del piede e colpisce in modo prevalente la donna, con una frequenza dieci volte superiore rispetto all’uomo. La familiarità o erediatrietà è un altro fattore di rischio, esistono infatti persone più predisposte nello sviluppo dell’alluce valgo.


5. Come viene eseguita la visita dal Podologo/Podoiatra?

La valutazione clinica inizia con l’anamnesi, cioè la raccolta di dati e informazioni che il paziente riferisce: il tipo di sintomatologia dolorosa, da quanto tempo è presente e l’eventuale connessione di fattori scatenanti (per esempio l’uso di calzature inadeguate o una determinata attività). Successivamente attraverso l’esame obiettivo e i test biomeccanici funzionali si valuta l’entità o grado di alluce valgo, i compensi e le cause che lo hanno generato per poter stabilire la terapia.


6. Quali sono i trattamenti maggiormente consigliati per risolvere questo problema?

Dopo un’attenta visita si mette in atto la terapia che consiste nel modificare le cause che hanno prodotto la deformità. Il trattamento che si istaura dipende dall’entità della deformità e dalle condizioni generali del paziente. La terapia ortesica plantare, terapia conservativa, permette di eliminare i fattori biomeccanici che hanno favorito lo svilupparsi della deformità; il paziente deve essere istruito sul tipo di calzature adeguate ed idonee in base alla forma del suo piede e all’alloggiamento del plantare. Nelle fasi molto avanzate, a seconda delle condizioni di salute del paziente si può ricorrere alla chirurgia, per agire sulla struttura ossea e tendinea.

Nel periodo post-chirurgico è necessario, comunque, realizzare un ortesi plantare su calco del piede per evitare che il modo di appoggiare possa indurre di nuovo alla formazione dell’alluce valgo, in quanto mettendo dritto il segmento osseo chirurgicamente non si agisce sui fattori eziopatogenetici ma solo sulla sintomatologia.




Ringraziamo ancora la Dottoressa Marika Manera per aver risposto alle nostre domande.

Avete bisogno di altre delucidazioni? Vi lasciamo il sito web della Dottoressa, così che possiate contattarla !

http://www.podologomanera.it

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