Osteopatia sportiva

Aggiornato il: 13 nov 2020

Abbiamo intervistato Vladimiro Bartali, specializzato in osteopatia che rispondendo alle nostre domande ci spiega l’importanza della figura dell’osteopata nel campo sportivo;


Focus introduttivo sull’osteopatia;

L’osteopatia è una medicina manuale nata negli USA alla fine dell’800 inizia la 100 da un chirurgo militare di nome Andrew Taylor still, era un medico che prestava servizio nell’esercito statunitense al tempo della guerra civile americana ed ebbe la possibilità purtroppo di fare molte autopsie.


Grazie al suo lavoro creò e mise un’importanza fondamentale nell’unità muscolo-scheletrica, infatti l’osteopatia è una medicina manuale che usa il sistema muscolo-scheletrico per curare diverse patologie. È conosciuta molto bene per i problemi osteo ortopedici quindi dolori vertebrali e a tutte le piccole articolazioni infatti lavora su tutte le articolazioni sia le più mobili e le meno mobili come il cranio. Infatti sarà una parte dell’osteopatia che viene chiamata cranio sacrale dove si lavora sul sacro e sul cranio.


L’osteopatia inoltre è strutturale cioè quando si sente di lo “schioccare”, chiama effetto cavitazione cioè il gas che c’è all’interno di ogni articolazione da una pressione negativa e viene “liberato” con la manipolazione .


Quando manipoliamo un’articolazione abbiamo un attimino di apertura di questa articolazione per cui gas esce. Per quanto riguarda l’espansione della stessa ,Andrew Taylor still fondò una scuola che si chiamava American School of Osteopaty, dove i primi studenti storici come Sutherland padre dell’osteopatia cranio sacrale John Little John che essendo inglese fu mandato via da la Still, per divergenze sulla sulla conduzione tecnica e pedagogica della scuola, tornò in Inghilterra e formò la British school of osteopathy, ancora presente che ha formato molti osteopati anche italiani.


Il primo programma di osteopatia craniale fu eseguito nel 64 a Parigi da dove poi si sono formati gli osteopati francesi più in voga del momento, potremmo dire però è molto sfumato il confine che l’osteopatia.


1. Perché è importante rivolgersi ad un Osteopata prima e dopo gli allenamenti o una gara?

L’importanza dell’osteopatia e del trattamento osteopatico è un percorso che è entrato nel costume italiano non da molto, quindi si può definire è relativamente giovane,sia nella clinica comune ,ma anche nello sport.

Per questo motivo gli sportivi che si rivolgono all’osteopata anche quando non hanno dolori o patologie ,per far sì che questo stato di benessere continui, infatti l’osteopata è anche chiamato “professionista del benessere” .


Ma questo non vuol dire che non tratti situazioni patologiche, ma notiamo che l’organismo e il fisico del dello sportivo viene sottoposto a sforzi, urti e quant’altro, soprattutto sull’apparato capsulo-legamentoso , per cui fare delle visite preventive e dei trattamenti preventivi è sempre consigliabile per continuare a mantenere uno stato di benessere.

La maggior parte degli sport mettono a disposizione l’osteopata e/o anche il fisioterapista perché trattamento osteopatico può ridurre sensibilmentela possibilità infortuni.


2. L’osteopata si ferma a trattare il sintomo del paziente?

L’osteopata non tratta il sintomo ma tratta la ragione o comunque il problema che crea la patologia osteopatica, quindi non si tratta di un trattamento sintomatologico ma di un trattamento che va alla radice della problematica”osteopatica “. La problematica osteopatica non è la lesione, infatti si parla di lesione quando c’è una soluzione di continuo dei tessuti sia di questi, del derma e del muscolo scheletrico, ma di una disfunzione.

Una disfunzione ha una caratteristica in confronto alla lesione che non ha la soluzione di continuo dei tessuti cioè non ci sono strappi, fratture , tagli o quant’altro , il concetto di disfunzione (si trova anche sul dsm-iv), è una disfunzione di mobilità di un elemento vettore su un elemento supporto, in poche parole la disfunzione osteopatica per esempio in una situazione di una spalla che fa male, quindi di una di un’articolazione quella come quella scapolo-omerale che porta dolore anche in mancanza di traumi appunto da lesione quindi fratture,rotture e lesioni.


3. Questo trattamento può essere di aiuto anche in campo riabilitativo e post-traumatico?

Il trattamento osteopatico è utilissimo in campo riabilitativo e post-traumatico anche perché questo tipo di trattamento spesso non dà percezione al paziente di ciò che gli viene fatto.

In campo riabilitativo è molto importante il trattamento osteopatico perché riporta la giusta mobilità. Quando si parla di mobilità, non si parla sempre di mobilità articolare ma anche di mobilità del sistema viscerale quindi stomaco, intestino e quant’altro.


Per quanto riguarda il post traumatico dobbiamo fare un inciso, il lavoro post traumatico può non essere consono quando si tratta di fratture e tutte quelle lesioni, abbiamo detto nel concetto di lesione che necessitino di un periodo di latenza quindi in periodo di coscienza per ritornare a restituzione integra , quindi finita la parte clinica specifica, esempio la rottura di un crociato anteriore, comporta la fase dell’operazione, la fase chirurgica, la fase post-operatoria che dura 3-4 mesi e altri 3 mesi circa, di riabilitazione clinica fatta dal fisioterapista.


L’osteopata finita la parte clinica, può lavorare sul ginocchio per ridare la giusta mobilità con manovre dolci,molto dolci che non alterano il lavoro fatto dal fisioterapista.


4. Un atleta che si sottopone regolarmente a trattamenti osteopatici, può riscontrare un aumento della performance?

Certo, ma il suo aumento della performance è indiretto cioè, diminuendo le possibilità di certi traumi può continuare ad allenarsi in modo più costante, grazie al trattamento osteopatico che lo tiene “in forma” sia all’interno che all’esterno.

L’aumento della performance è dato anche dal carico di lavoro che svolge, ma se un dolore viene ridotto di molto con l’osteopatia, lo sportivo può allenarsi lasciando intatto il suo carico di lavoro, quindi l’aumento della della prestazione è indiretto.

Torno a ripetermi dicendo che tutti i migliori calciatori ma anche negli altri sport a livelli professionistici c’è sempre la presenza del l’osteopata.




Ringraziamo ancora Vladimiro Barali per aver risposto alle nostre domande sull’osteopatia sportiva.

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